Milan 1 - 0 Brescia 31.08.2019

Bennacer incanta San Siro, ma il goal vittoria è di Calhanoglu.

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Prestazione a corrente alternata del Milan, che nella mezz'ora iniziale fa vedere sprazzi di buon gioco e poi si addormenta fino ai minuti finali, dove soltanto la sfortuna impedisce l'arrivo di un risultato più rotondo. Vittoria meritata, comunque, per i rossoneri, che si accingono alla pausa recuperando un po' di serenità.

A Marco Giampaolo piace rischiare o quantomeno non ha paura di portare avanti le proprie idee. L'abbiamo capito a Udine, quando ha messo Borini a centrocampo e la conferma è arrivata quando sono state ufficializzate le formazioni del match contro il Brescia: Piatek fuori, perchè non fa quello che gli si chiede, André Silva dentro perchè partecipa maggiormente alla manovra. Si prende atto e ci si fida: in settimana li vede lui e non si può condannare un allenatore dopo una partita. Si vede dal primo minuto Bennacer, così come Kessié che riprende il suo posto nonostante l'errore difensivo costato la sconfitta di sei giorni fa, mentre in supporto alla punta sono confermati Castillejo e Suso.

Nel Brescia, reduce da una bella vittoria casalinga al suo ritorno in Serie A, l'osservato speciale è Sandro Tonali: un giocatore che al Milan sarebbe servito come oro, ma sul quale pare che non ci sia mai stato alcun interesse. Davanti, in attesa del rientro dello squalificato Balotelli, è Torregrossa a fare da spalla al confermatissimo Donnarumma. 

Nei primi minuti si vede un Milan piuttosto propositivo, che con una manovra lenta, ma avvolgente, cerca di riempire la metà campo avversaria in cerca di sbocchi offensivi. Rispetto alla partita di Udine si vedono più geometrie e i giocatori in campo sembrano avere le idee un po' più chiare, proprio come avviene in occasione del goal del vantaggio rossonero. Al termine di un'azione prolungata, Suso da destra crossa premiando il movimento perfetto di Calhanoglu sul secondo palo ed il turco insacca di testa da due passi.

Poco dopo il quarto d'ora, il Milan brucia malamente la possibilità di raddoppio in contropiede. André Silva s'invola con Castillejo libero alla sua destra, ma una volta nei pressi dell'area cerca la giocata più difficile al centro e permette alla difesa di liberare. La partita è vivace ed il Brescia non ha intenzione di stare a guardare: sugli sviluppi di un corner, vero punto devole dei padroni di casa, Bisoli si divora da pochi mentri la possibilità di rimettere le cose in pari. Gli fa eco André Silva, un minuto dopo, quando su cross di Suso controlla male e spreca tutto.

E' difficile dare un voto al portoghese, perché è anche grazie a lui se la squadra gioca meglio: i movimenti sono sempre al momento giusto ed il gioco ne giova, però poi sbaglia qualsiasi giocata personale e spreca tutto. E' una specie di coitus interruptus prestato al calcio. 

I padroni di casa abbassano il ritmo e subito il Brescia prova ad approfittarne: al minuto 35, Sabelli prova il tiro dalla distanza, Rodriguez la devia cercando di contrastarlo e costringe Donnarumma al gran volo per impedire al pallone di andarsi ad infilare nell'angolo opposto. E' fondamentalmente l'ultima azione degna di nota del primo tempo, perchè poi le due squadre sembrano più che altro rifiatare in attesa dell'intervallo, complici caldo ed umidità.

Non è entusiasmante nemmeno l'inizio della ripresa, con il Brescia che si presenta in campo con Aye al posto dell'infortunato Torregrossa. Un po' di sfortuna per Corini, costretto ad effettuare due cambi obbligati (nel primo tempo era stato il turno di Mateju) in una partita dove avrebbe bisogno di sistemare qualcosa nella sua formazione. Lo fa invece Giampaolo, che per dare la scossa ai suoi manda in campo Piatek al posto di André Silva e poco dopo Paquetà in sostituzione dell'acciaccato Calhanoglu.

Succede poco e c'è tempo per vedere il campo anche Borini, ma poco dopo arriva il lampo improvviso del Brescia su un'azione apparentemente poco pericolosa, con Bisoli che dalla destra mette un cross innocuo trasformato in pericolo da un'uscita poco convinta di Donnarumma, che costringe Calabria ad immolarsi per salvare la porta. Dopo il rischio il Milan si sveglia e con un'azione rugbystica mette Piatek da solo davanti a Joronen, che è bravissimo a chiudere lo specchio della porta all'attaccante.

La partita s'infiamma improvvisamente poco prima del novantesimo, quando i padroni di casa hanno due occasioni clamorose per chiuderla. Prima è il palo a fermare il tiro dalla distanza di Paquetà a portiere battuto, poi ci pensa la sfortuna a fermare il pallone pochi millimetri prima di entrare completamente in porta sulla conclusione ravvicinata di Piatek. Sono le occasioni che legittimano una vittoria arrivata dopo quattro lunghi minuti di recupero, dopo i quali San Siro può festeggiare la proma gioia casalinga del campionato e soprattutto l'arrivo di due settimane più rilassanti della precedente.

I TOP E I FLOP DEL MATCH:

Nel Milan piace molto Bennacer. Non è da tutti mostrare questa personalità all'esordio a San Siro e lui prende in mano le redini della squadra con una semplicità impressionante. Bene anche Piatek e Paquetà, subentrati nella ripresa. Chi non piace è André Silva, che farà pure bene i movimenti richiesti, ma gira e rigira non azzecca una giocata che sia una.

Nel Brescia ruba l'occhio Tonali, che ad un occhio poco attento può sembrare non sia sempre nel vivo dell'azione, ma quando si tratta di dare imprevedibilità alla manovra e di illuminare innescando gli attaccanti è sempre in prima linea. Molto bene anche Joronen, che conferma la buona prestazione fatta col Cagliari, mentre delude un po' Donnarumma, poco incisivo e un po' nervoso.

FORMAZIONI UFFICIALI:

MILAN (4-3-1-2): G. Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodríguez; Kessie, Bennacer, Calhanoglu (65' Paquetà); Suso, Castillejo (80' Borini), André Silva (60' Piatek). All.: Giampaolo

BRESCIA (4-3-1-2): Joronen; Sabelli, Cistana, Chancellor, Martella (14' Mateju); Bisoli, Tonali, Dessena; Spalek; Torregrossa (46' Aye), Donnarumma. All.: Corini

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