Lazio Roma 1 A 1: TOP E FLOP Del Primo Derby In Carriera Di Paulo Fonseca.

Lazio Roma 1 A 1: TOP E FLOP Del Primo Derby In Carriera Di Paulo Fonseca.

In settimana si parlava di un derby romano che vedeva nettamente favoriti i biancocelesti

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 Fonte immagine Roberto Proietto

Lazio Roma 1 a 1: TOP e FLOP del primo derby in carriera di Paulo Fonseca.


In settimana si parlava di un derby romano che vedeva nettamente favoriti i biancocelesti, squadra rodata e con un 3-5-2 ormai consolidato da Inzaghi nelle ultime tre stagioni, il cui gioco avrebbe potuto far veramente male alla Roma vista nella prima partita in casa contro il Genoa. Tuttavia, nonostante i numerosi pali colpiti (ben 6) colpiti da entrambe le squadre e nonostante la Lazio si sia mostrata molto più arrembante di una Roma ancora in costruzione, il risultato si è attestato sull’1-1 con un respiro di sollievo da parte dei giallorossi e più di qualche rammarico da parte dei biancocelesti.


Capitolo Lazio

TOP: arrivato lo scorso anno, Correa ha rapidamente scalato le gerarchie della squadra di Inzaghi, costringendo addirittura Luis Alberto a scalare nella posizione più arretrata di interno di centrocampo e diventando il compagno di reparto ideale per Immobile grazie alla tecnica sopraffina e alla sua capacità di dialogare nello stretto. In partita impensierisce Pau Lopez con un diagonale preciso che il portiere riesce miracolosamente a deviare sul palo, ma nel secondo tempo spreca un’occasione ghiottissima grazie ad un ennesimo regalo della disastrosa fase difensiva giallorossa, spedendo la palla centrale esaltando ancora una volta l’estremo difensore romanista. Da sottolineare anche la buonissima prova del neo acquisto Lazzari, laterale destro di centrocampo, che dopo due ottime annate alla SPAL e dopo vari inseguimenti di mercato è approdato alla corte di Inzaghi, dimostrandosi da subito ideale per il gioco del tecnico laziale e andando finalmente a coprire un ruolo che nello scacchiere biancoceleste non vedeva un interprete degno di nota da diverso tempo.


FLOP: sicuramente da dimenticare la partita di Luiz Felipe, partito titolare per la seconda volta consecutiva e autore di 40 minuti da incubo, dove oltre a rimediare un giallo per eccessiva irruenza va costantemente in difficoltà ad ogni ribaltamento di fronte romanista, costringendo Inzaghi a cambiarlo addirittura 5 minuti prima dello scadere, in favore di un Bastos più utile all’equilibrio della difesa biancoceleste. Impalpabile, infine, anche la gara di Lulic, che nonostante gli spazi concessi sulla corsia di destra da Florenzi, difficilmente riesce a rendersi pericoloso, offrendo il più delle volte dei cross innocui o poco precisi.


Capitolo Roma

TOP: nonostante dopo la prima giornata Fonseca abbia scelto una tattica molto meno spregiudicata, lasciando il pallino del gioco in mano alla Lazio, i migliori giallorossi in campo sono stati Zaniolo e Dzeko, spesso lasciati da soli, ma in grado di sorreggere tutto il peso offensivo giallorosso, con due pali clamorosi colpiti dal baby talento esploso nella passata stagione (fresco di rinnovo). Dzeko non ha inciso come nella scorsa giornata, ma si è spesso fatto trovare pronto per la fase di impostazione della manovra, facendo a sportellate con i rocciosi difensori biancocelesti e garantendo il solito immenso lavoro di respiro che ha permesso alla squadra di non andare mai in affanno fisico. Menzione d’onore, infine, per un tifoso giallorosso in campo, che anno dopo anno dimostra sempre di migliorare e di avere le qualità giuste per poter diventare il nuovo faro del centrocampo giallorosso: Lorenzo Pellegrini, incoronato da Totti come il perfetto erede della tradizione di capitani romanisti in campo, ha svolto un lavoro di raccordo tra difesa e centrocampo e ha più volte dato il via alle azioni romaniste cercando anche l’inserimento in fase offensiva.


FLOP: male i trequartisti laterali Under e Kluivert, con il secondo leggermente più intraprendente del primo, ma comunque mai decisivo e spesso troppo innamorato di sé stesso, tentando giocate inutilmente difficili come il tiro sbilenco scagliato da fuori area nel secondo tempo invece di servire uno dei tanti compagni smarcati, per concludere l’azione nel miglior modo possibile. Da rivedere, inoltre, l’approccio nella difesa a 4 del nuovo arrivato Gianluca Mancini, pagato a peso d’oro all’Atalanta, ma ancora troppo spaesato nei movimenti di reparto, tanto da essere costretto ad approfittare del rigore concesso ai suoi per discutere di alcuni dettagli sul posizionamento difensivo con il mister.


Dopo un primo approccio decisamente troppo “zemaniano” al calcio italiano, Fonseca cambia radicalmente l’atteggiamento della Roma, riconoscendo nella Lazio un avversario temibile e sicuramente più rodato a livello di gioco, costringendoli a dominare la partita e ad agire in ripartenza (come invece si aspettava di poter giocare il tecnico biancoceleste Inzaghi). Nonostante la superiorità della Lazio sia prevalsa a livello di gioco, è proprio grazie a questo atteggiamento che la Roma è riuscita a strappare un altro prezioso punto contro un avversario più che temibile per la corsa al quarto posto, aiutata anche dalla fortuna grazie ai 4 legni colpiti dai propri avversari e al gol annullato nel finale per fuorigioco di Jony.


Mirko De Blasio

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