Verona 0 - 1 Milan 15.09.2019

Il pistolero torna a sparare ed il Milan passa a Verona

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Un brutto Milan, ancora ben lontano dal proporre un gioco anche solo accettabile, supera il Verona sul suo campo in una partita rocambolesca che tiene col fiato sospeso fino all'ultimo, in particolare modo per merito dei padroni di casa che fanno e disfano tutto con le loro mani.

Per provare a sfatare il mito della fatal Verona, campo dove il Milan arriva da una vittoria nelle ultime cinque partite, Giampaolo si affida interamente al gruppo dello scorso anno, con Biglia che torna dal primo minuto a scapito del pur ottimo Bennacer visto a San Siro contro il Brescia. La sorpresa in avanti è Paquetà, dato addirittura per escluso ed invece proposto nel ruolo di trequartista in cui era tanto atteso da molti tifosi, mentre Piatek riprende il posto al centro dell'attacco. Difesa a tre per Juric, che propone Stepinski come unica punta e un centrocampo di qualità e ben assortito, con la contemporanea presenza di Ambrabat e Veloso.

Il Verona parte molto aggressivo, come piace a Juric, con un pressing molto alto volto a portare il Milan a commettere errori in fase d'impostazione. Atteggiamento che sembra dare i suoi frutti nei primi dieci minuti, con gli ospiti che faticano a rendersi pericolosi e i padroni di casa che in un paio di occasioni riescono a spaventare Donnarumma. In particolare, sembra che il centrocampo rossonero sia un po' scollato e fatichi a lavorare di squadra, permettendo agli avversari di recuperare senza problemi il pallone e rendersi pericolosi con le ripartenze.

Tutto cambia poco prima della metà della frazione, quando Stepinski commette una grande ingenuità alzando il piede altissimo e colpendo in faccia Musacchio con un calcio. L'arbitro inizialmente interviene estraendo il giallo, ma poi richiamato dal VAR cambia la decisione ed opta per il rosso, vista l'eccesiva pericolosità dell'intervento. Il Milan però non sembra giovare subito del vantaggio numerico e addirittura arriva la più grande occasione del match proprio per il Verona, che riesce a mettere Verre a tu per tu con Donnarumma in contropiede, col pallone che però finisce alto sopra la traversa.

Col passare dei minuti, i rossoneri guadagnano progressivamente metri di campo, ma è soltanto perchè il Verona decide di concederli, dato che la manovra resta molto lenta e compassata, con un giro-palla orizzontale che fatica a trasformarsi in qualcosa di pericoloso. In una situazione del genere, si nota molto l'assenza di Bennacer: un giocatore capace di verticalizzare all'improvviso e dare imprevedibilità alla manovra. Nelle fasi finali della prima frazione i cartellini gialli superano il numero di azioni pericolose ed i giocatori scendono negli spogliatoi col risultato bloccato sullo zero a zero.

Si torna in campo e nel Milan c'è Rebic al posto di Paquetà, uscito dal campo acciaccato, nervoso e con un cartellino giallo sul groppone. Giampaolo passa dunque ad un 4-3-3 puro per provare a scardinare il fortino veronese sugli esterni e sfruttare gli inserimenti dei centrocampisti. Cambia comunque poco nella prima fase della ripresa, col Verona che concede senza problemi l'iniziativa agli avversari, che riempiono la metà campo avversaria, ma peccano di qualità per essere pericolosi.

Si accende improvvisamente la partita al quarto d'ora, con le squadre che colpiscono un palo a testa nel giro di un minuto. Prima è Calabria a centrare il legno con una conclusione da fuori, poi sul cambio di fronte è Verre ad essere sfortunatissimo e vedere la sua conclusione stamparsi sull'interno del palo alla sinistra di Donnarumma, col portiere rossonero che non può fare altro che guardare e tirare un sospiro di sollievo.

La svolta arriva poco dopo, quando una bella combinazione tra Piatek e Calhanoglu porta quest'ultimo alla conclusione da fuori area, che viene murata da Gunter con il braccio. Nonostante una lunga attesa per il giudizio del VAR, il polacco non si lascia spaventare e con una conclusione potente e precisa non lascia spazio a Silvestri, andando poi ad esultare in maniera polemica davanti alla telecamera. Il polacco trova modo di andare in rete anche una seconda volta, approfittando di un brutto controllo del portiere avversario su tiro di Calhanoglu, ma l'intervento con cui si appropria del pallone è irregolare e l'arbitro annulla dopo avere consultato i suoi assistenti che avevano seguito l'azione al monitor.

Il recupero è un vero e proprio thriller. Su azione del Verona in sospetto fuorigioco, che se chiamato avrebbe invalidato tutto, Calabria affossa Pessina e si becca un meritato cartellino rosso. Sembra rigore netto, ma l'arbitro trova una chiamata clamorosa con l'aiuto della tecnologia ed assegna la punizione dal limite. Veloso va al tiro, la barriera ribatte ed il pallone va a finire sui piedi di Lazovic, che sferra un tiro potente che finisce di poco alla destra di Donnarumma, comunque sulla traiettoria.

Un brutto Milan porta a casa tre punti su un campo storicamente difficile e potrà andare al derby con una classifica tutto sommato dignitosa e probabilmente un assetto difensivo tutto nuovo, che potrebbe vedere l'esordio di Theo Hernandez e Conti sulle fasce laterali. C'è ancora molto da lavorare per Giampaolo, il cui gioco ancora non si è visto nemmeno lontanamente e la stracittadina è l'occasione giusta per testare gli obiettivi della sua squadra.

I TOP E I FLOP DEL MATCH:

Nel Milan è difficile trovare qualcuno sopra la sufficienza. Voto positivo a Piatek per la freddezza sul rigore decisivo e Donnarumma, sempre attento. Male gli esterni difensivi, mai propositivi e con Calabria che rischia di compromettere tutto all'ultimo minuto. Inesistente Suso, non brillano Paquetà e Calhanoglu, mentre l'esordio di Rebic è positivo.

Tra i padroni di casa, il voto peggiore va a Stepinski: colpevole di lasciare in dieci i suoi. Non perfetto Silvestri, mentre molto bene fanno i due centrali di centrocampo: Veloso e Amrabat, già idolo dei suoi. Bene anche Verre, che avrebbe meritato il goal.

FORMAZIONI UFFICIALI:

Hellas Verona (3-4-2-1): Silvestri; Rrahmani (79' Tutino), Kumbulla, Günter; Faraoni, Amrabat, Veloso, Lazovic; Zaccagni (79' Di Carmine), Verre (67' Pessina); Stępiński. All. Juric

Milan (4-3-2-1): Donnarumma G.; Calabria; Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Biglia, Calhanoglu; Suso, Paquetà (46' Rebic); Piatek. All. Giampaolo

Matteo Tencaioli

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