Dusseldorf, Il Carnevale Che Non Ti Aspetti

Dusseldorf, Il Carnevale Che Non Ti Aspetti

La moderna città della Renania sorprende con le sue parate e feste coinvolgenti con un pubblico di tutte le età che per cinque giorni si maschera con una grande fantasia artigianale

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“HELAU, HELAU“ è il grido tipico che, fra un coro e l’altro, si sente dappertutto nei  giorni del carnevale di Dusseldorf. Una sorta di “Evviva” che unisce tedeschi e turisti di ogni età tutti rigorosamente mascherati con abiti che nell’artigianalità trovano la loro grande bellezza.

Chi pensa che Dusseldorf possa essere grigia e anonima, si sbaglia di grosso perché è proprio  la città che non ti aspetti e non solo per il suo importante carnevale. Un grande polmone verde che costeggia il Reno dove è facile rimanere incantati dai riflessi di luce sulle architetture di Frank O’Gehry, David Chipperfield, Jo Coenen, Steven Holl e Claude Vasconi. La Altstadt, ovvero la città vecchia, anche se è stata quasi del tutto ricostruita dopo la Seconda Guerra Mondiale è riuscita a conservare una piacevole atmosfera, con le piccole stradine e tanti locali tanto che è stata ribattezzata “il bancone più lungo del mondo”, come se si fosse in un enorme bar all’aperto.  Tante proposte anche dal mondo dell’arte con  gallerie e sedi museali e poi il vivace mercato di Carlsplatz dove c’è la bancarella con la più grande varietà di patate al mondo.

La grande festa del “Karneval” inizia nella mattinata del giovedì grasso quando gruppi incontrollabili di donne scatenate rapiscono il sindaco e occupano la città. Da quel momento tutte le vie del centro storico diventano un locale a cielo aperto con fiumi di birra che scorrono fino al mattino successivo.

Il sabato è la giornata dedicata ai bambini che sfilano esibendosi anche in piccole orchestre dove ognuno suona dal vivo il suo strumento.  E’ sicuramente emozionante vedere come  genitori e nonni si adeguano al mondo dei propri figli e nipoti mascherandosi con temi che riprendono il mondo delle fiabe, degli animali, della natura per una parata che rappresenta una fantasia davvero unica.

La Konigsalle, ovvero la via principale con i negozi più importanti, si trasforma alla domenica  in una birreria e griglieria aperta e infinita. I chioschi sfornano per tutta la giornata Bratwurst, patate fritte e spiedini di carne accompagnati, naturalmente, da ettolitri di Alt, la birra locale. E’ l’occasione questa per sfoggiare i propri abiti con molti che si organizzano in gruppo per esprimere meglio un tema che può diventare anche satira. Molti sono quelli che, trasformando assi da stiro e carrelli della spesa con tanto di ombrellone, organizzano il loro personale bancone   dove arrostiscono salsicce di ogni tipo e conservano la loro brava  riserva di alcolici.

Degno di nota è il coinvolgimento generale con un popolo che nel nome  del rispetto reciproco, anche se diventa un po’ alticcio, mira solo al divertimento in una sorta di abbraccio generale fatto anche di canti e danze tipici che durano fino a tarda sera.

Lo spettacolo più grande è la sfilata dei carri del lunedì che ammirata da uno dei ponti sul Reno appare come un serpente infinito e coloratissimo. Nonostante le migliaia di persone anche qui sorprende l’ordine con cui si vive la manifestazione con i poliziotti che, pur essendo vigili, diventano parte integrante della festa. Ancora meraviglia la creatività dell’allestimento dei carri e dei gruppi di accompagnamento con abiti realizzati anche con materiali di riciclo. Contemporaneamente, tonnellate di caramelle e dolciumi incominciano a volare dai carri per una gara di raccolta che vede impegnati bambini e adulti che, in questo periodo a Dusseldorf, sembrano avere la stessa età. 

                                                                                       Rosario Schibeci

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