Un Giro A Ravenna, La Patria Del Mosaico Tra Mare E Buona Cucina

Un Giro A Ravenna, La Patria Del Mosaico Tra Mare E Buona Cucina

Viaggio a Ravenna e dintorni, con la bella stagione che consente ancora una visita nei suoi luoghi d'arte e una puntata verso il mare

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Mare, colline, buona cucina, arte e cultura. Potrebbe essere una auto celebrazione per un cittadino ravennate come il sottoscritto, in realtà è la limpida verità. Ravenna è il punto di partenza di un tour molto più ampio, anche e soprattutto ora che l'estate volge al termine e il caldo darà quella tregua necessaria per le gite fuori porta. Secondo comune più esteso d'Italia, secondo solo a Roma, Ravenna è la città più grande della Romagna e può vantare il titolo di capitale posseduto tre volte in diversi periodi storici: Impero Romano, Esarcato bizantino e Regno degli Ostrogoti. 

Dici Ravenna e pensi ai mosaici, dunque alla Domus dei tappeti di Pietra, un pavimento di mosaico accompagnato dai resti di un palazzo risalente all'epoca bizantina, venuto alla luce durante i lavori per lo scavo di alcuni garage nel 1993, e inaugurato come attrazione nell'ottobre del 2002 durante la visita dell'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Ma Ravenna è soprattutto la basilica di San Vitale, Chiesa simbolo della città, completata nel 547 che coniuga elementi romani e bizantini, il museo di Galla Placidia, secondo la tradizione fatto costruire su commissione dell'imperatrice figlia di Teodosio, e dimora di Dante Alighieri, vissuto qui sino al 1321, anno della sua scomparsa, la quale tomba di trova poco distante dal teatro a lui intitolato. Lo sviluppo urbanistico di Ravenna, avvenuto perlopiù negli anni Sessanta, fa della città un luogo piuttosto "giovane". La creazione del Villaggio Anic, residenze ver e e proprie per chi lavorava nel nuovo polo chimico dell'ENI, l'espansione del porto e il suo ruolo strategico, dopo la crisi economica che ne ha flagellato severamente il lavoro, è ora sostanzialmente stabile a 8 milioni di tonnellate di merce movimentata nel primo quadrimestre del 2018, per un totale di circa 26 milioni totali nel 2017, in crescita del 2,1 % rispetto al 2016; sino all'epopea di Raul Gardini, l'imprenditore alla testa della Ferruzzi salito alle ribalte delle cronache per aver condotto il Moro di Venezia alla conquista della Louis Vuitton Cup di vela, e successivamente rientrato nel ciclone di tangentopoli nel 1992, fatto che lo portò al suicidio l'anno successivo.

E poi i lidi. Nord o Sud, a seconda della posizione rispetto al Candiano, il fiume di 8 km che sfocia direttamente sull'Adriatico. Ed ecco che la storia di Ravenna non può che essere intrinseca coi suoi porti, i bacini d'acqua e i canali navigabili che ne hanno contrassegnato l'evoluzione: proviamo a immaginare Ravenna come una sosia di Venezia o Chioggia nell'antichità. Un tempo le acque circondavano tutta la città, la progressiva urbanizzazione ne ha fatto scomparire lunghi tratti fatta eccezione per alcune delle sue dune formatesi di conseguenza, considerato anche lo spostamento della riva del mare che un tempo si trovava dove oggi vediamo la stazione della città. La Darsena che sorge proprio alle sue spalle, circondata da uffici e aziende marittime, è oggetto da diversi anni di ipotesi di riqualificazione per poterne sfruttare appieno il suo molo soprattutto in bella stagione. 

Un ruolo determinante veniva rappresentato dal porto di Classe, quartiere appendice della città in cui si trova la basilica di Sant'Apollinare, patrono di Ravenna festeggiato ogni 23 luglio. I resti del porto di epoca romana, sbocco fondamentale per i traffici commerciali dell'epoca, sono visitabili in estate con un valido tour guidato, nell'area archeologica che si trova a circa 4 km dal centro di Ravenna. Non solo affari e commercio, però: l'odierno litorale presenta diverse caratteristiche che lo diversificano dal resto della costa romagnola, grazie al suo carattere più "selvaggio", se parliamo di turismo e balneazione nel periodo estivo. La pineta è una parte dominante del lungomare, dentro la quale immergersi negli stradelli e nei percorsi che conducono ai vari stabilimenti balneari, ciascuno dei quali numerato e attrezzato, e soprattutto da anni dedito a feste serali per le quali si è discusso fin troppo nel corso del tempo. Anni zeppi di polemiche e controversie prima per i "secchielli" di alcol venduti nelle ore degli happy hour e più in generale per lo sballo dei fine settimana con le proteste dei residenti, oltre per la questione logistica (parcheggi divenuti a pagamento, ipotesi naufragata di far entrare i pullman sul lungomare) nella gestione dei vari turisti e giovani che dall'Emilia si riversano a Marina di Ravenna nei weekend estivi. 

Riqualificata in parte con la creazione di Marinara, il porto turistico, la località balneare principale della città resta ancora al centro della "movida", al contrario della contigua Punta Marina, più adatta per le famiglie. Fare spiaggia a Marina di Ravenna è del tutto differente da altre località italiane, che hanno puntellato il loro lungomare di hotel e discoteche, quando invece la località ravennate è l'oggetto di divertimento e il centro della vita notturna in riva al mare. Già, dolente anche il capitolo mare: apparentemente diradata la mucillagine che infestava la costa negli anni Novanta, l'acqua resta comunque un punto critico dell'area. Scordatevi la Sardegna o la Sicilia, il trionfo dell'afa e dell'umidità che cingono Ravenna e tutta la sua area come una serra, facendo percepire ogni estate temperature sopra la media, porta annualmente alghe e inquinamento. Così, immergersi è sempre un terno al lotto, nella speranza che il mare talvolta sia clemente e conceda ai numerosi bagnanti qualche domenica di tregua per consentire il refrigerio necessario. 

Candidata capitale europea della cultura per il 2019, titolo andato poi alla città di Matera, Ravenna, pur nel suo benessere e nella sua ordinaria vita quotidiana, può essere rimproverato un certo provincialismo e una paradossale fatica nell'accogliere spesso iniziative culturali o sociali di nicchia, o promosse dalla parte più giovane della sua popolazione, verso la quale non sempre la città ha un certo riguardo, anche in termini di opportunità e valorizzazione. Ancorata a una mentalità conservatrice, Ravenna pare a volte ingessata nella sua quotidianità e in generale ancora poco avvezza al "nuovo", pur con un carico di storia importante. Quella che ha permesso ai suoi monumenti paleocristiani (Battistero Neoniano, Battistero degli Ariani, Mausoleo di Teodorico, Cappella di Sant'Andrea, oltre agli altri già citati) di divenire patrimonio dell'Unesco nel dicembre del 1996. 

Stefano Ravaglia 

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