ALBANIA

Una terra da scoprire, tra archeologia e folklore...

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Meta ingiustamente trascurata dal turismo mainstream, l'Albania è un paese ricco di storia e di archeologia che ancora oggi conserva un idioma antico e le tradizioni del folklore e dei balli popolari che recentemente si sono diffusi in Italia e in Europa. Qui si trovano resti di monumenti appartenenti alle civiltà pelasgica , romana, greca , illirica e turca.

La lingua albanese è una delle più antiche del mondo e si divide in due varianti dialettali: Albanese Tosco (ufficiale) e Albanese Ghego. Nel paese sono molto conosciute le lingue straniere, ad andare per la maggiore, soprattutto tra i giovani, sono l'inglese, l'italiano e il greco.

Il paese è un esempio di virtuosa coesistenza religiosa: il 60% degli albanesi è di fede mussulmana, il 20% si dichiara ortodosso, il 15% professa la religione cattolica e il 5% si divide tra atei e fedeli di altre religioni; tuttavia solo il 21% dei cittadini appartenenti alle diverse professioni è praticante e il fondamentalismo non esiste. Questo è uno dei motivi per cui minareti e campanili solcano in pace lo stesso cielo.

la cucina albanese è composta da piatti di ispirazione greca, italiana turca; anche nei più piccoli centri abitati si trovano ristorantini caratteristici di buon livello che offrono un ottimo pasto in un'atmosfera rilassante a prezzi più che accessibili.

L'Albania è un paese in forte crescita economica, dove un po' alla volta il benessere sta superando la povertà. Il cambio con l'euro è molto favorevole, motivo per cui una vacanza in Albania è estremamente conveniente.

Tirana

Motore dell’economia, della politica e del commercio, Tirana è la capitale albanese e conta 800 mila abitanti, quasi un terzo dei residenti totali nel paese. Oggi è una città dinamica dove si respira voglia di vivere; gli edifici governativi, con un'architettura moderna e colorata, si alternano ai rumorosi caffè situati ad ogni angolo della strada, ai tradizionali ristoranti dallo stile classico e ai lussuosi hotel dal sapore molto più internazionale.

La Piazza Skanderbeg, intitolata all'eroe nazionale che lottò per l'indipendenza dal dominio turco, è il centro nevralgico della città; qui è possibile ammirare la Torre dell'Orologio, la cui costruzione, iniziata nel 1821, fu ultimata solo grazie all'aiuto delle famiglie più potenti di Tirana. Nel 1935, quando l'orologio venne sostituito con un altro proveniente dalla Germania, la torre fu innalzata di 35 metri. Oggi ospita al suo interno un piccolo museo di orologeria e offre una splendida vista sulla città.

Accanto alla Torre dell'Orologio si trova anche la Moschea Et'hem Bey, considerata la più bella di tutta l'Albania, ma purtroppo non visitabile in quanto in ristrutturazione fino al 2022.

Dalla parte opposta della piazza si trova il Museo di Storia, inaugurato nel 1981, che è ancora oggi il più grande museo della città e uno dei più importanti del paese. Qui si trovano reperti importanti che permettono di ricostruire la storia dell'Albania e le vicende che hanno coinvolto le popolazioni che si sono succedute sul territorio.

A pochi passi dalla piazza si trova il Bunkart, storico bunker fatto costruire dal dittatore Enver Hoxha oggi è sede di un museo dedicato alla storia della Siguirmi, polizia segreta del regime comunista.

Proseguendo ancora da Piazza Skanderberg verso il Buolevardi Desmoret e Kombi, principale arteria del centro urbano che termina in Piazza Madre Teresa, sede dei principali atenei della città, si incontra la Fortezza di Giustiniano, detta anche Castello di Tirana. Edificata nel VI secolo quando ancora l'Albania faceva parte dell'impero bizantino, oggi ne rimane solo una piccola cinta muraria di 6 metri di altezza racchiusa da tre torri. L'Unione Europea e l'UNESCO hanno però da poco approvato un progetto di restauro che mira a riportare la fortezza al suo antico splendore.

Proseguendo sul Boulevardi si incontra anche la Piramide, edificio moderno, inaugurato nel 1988, progettato da Prenvera, figlia di Enver Hoxha, che inizialmente doveva essere un museo dedicato alla memoria del dittatore. Nel 1991, con la caduta del regime, la Piramide è stata trasformata in un centro culturale e durante la guerra in Kossovo è stata anche una base logistica di alcune ONG impegnate nell'assistenza ai rifugiati. 

Kruja

Cittadina situata nella prefettura di Durazzo, deve il suo nome dalla parola albanese rua-kroi, che significa sorgente-fontana. Kruja è infatti situata nei pressi di alte montagne ricche di acque che scendevano verso la pianura.

La città è conosciuta per i suoi storici negozi, oggi restaurati, per la Moschea Bazar e per il Castello Medievale, costruito tra il IV e il V secolo d.C sui resti di un precedente insediamento illirico. Alla fine del XII secolo, in seguito a diversi ampliamenti, il castello raggiunse la forma completa e divenne un centro delle guarnigioni bizantine. Oggi è la sede del Museo Nazionale "Gjergj Kastrioti Skënderbeu". Di notevole interesse è anche il museo etnografico, ricavato da una abitazione appartenuta ai Toptani, una delle famiglie più abbienti della città, rappresenta un autentico spaccato delle tradizioni di vita locale all'inizio del secolo scorso.

Durazzo

Seconda città più popolosa dell'Albania, è un luogo singolare dove si respira una strana atmosfera, oscillante tra la decadenza delle spiagge adiacenti al porto e il rigore di alcune piazze. Può essere considerata uno specchio della nuova Albania, caratterizzata dalla dicotomia tra la parte in rapido sviluppo, che gli economisti vedono crescere all’8% di PIL, e quella di chi tende a rimanere indietro ed costretto a fare il bagno nell’acqua paludosa di Durazzo perché non ha soldi per spostarsi qualche centinaio di chilometri più a sud, dove il mare è caraibico.

La città è divisa in due dal porto: a nord si trova la zona storica, quella che ospita gran parte delle cose da vedere, il sud invece è la città nuova, con alti condomini di recente costruzione e locali dedicati principalmente ai turist

La moschea centrale di Durazzo è di costruzione recente ed ha un interno piuttosto anonimo, dall’esterno invece si presenta come un edificio mastodontico, reso ancora più impressionante dal fatto che si erge su una collinetta che sovrasta di qualche metro la piazza su cui si affaccia.

In pieno centro, tra i palazzi moderni, emergono le rovine di un Foro Bizantino datato tra il 600 e l'800 dopo Cristo e di un bagno romano. Ciò che ne rimane sono una serie di colonne corinzie, un residuo di pavimentazione dell’epoca e un'antica piscina. La trascuratezza con cui il tutto è manutenuto non rende onore ad un sito archeologico che potrebbe godere di maggiori attenzioni.

L'Anfiteatro Romano che, al contrario del Foro, è estremamente ben conservato, risale al secondo secolo dopo Cristo, ai tempi aveva una capienza di circa 15.000 persone.

L'antico Castello di Durazzo, costruito intorno al 5° secolo dopo Cristo, si riduce oggi ad una singola torre, che si perde nella confusione di una rotonda nella città vecchia.


Adriana Fenzi


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