DON’T LOOK UP OVVERO TUTTI DENTRO AL CIRCO

DON’T LOOK UP OVVERO TUTTI DENTRO AL CIRCO

Il film evento , parodia dei nostri tempi,senza vincitori ne vinti. Un film sulla stupidita'umana nel 21 secolo dove l’unica cosa che conta e' “noi stessi” e come ci collochiamo in questo circo (ancor prima della fine di tutto)

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E’ da poco uscito su Netflix, dopo essere stato distribuito nei cinema da inizio mese, Don't look up, film corale del genere "disaster movie" con un cast d’ eccezione con nomi del calibro di Leonardo Di Caprio , Jennifer Lawrence oltre a super attori "di contorno" : Meryl Streep , Cate Blanchett, Timothée Chalamet e Jonah Hill .

La brillante commedia parte da due scienziati (Leonardo Di Caprio e Jennifer Lawrence) che provano disperatamente ad avvertire il mondo dell'imminente impatto di una enorme cometa sulla Terra , inizialmente rivolgendosi alle alte sfere dell’ amministrazione americana , ma nessuno da’ loro ascolto .

Ci sono diverse teorie e interpretazioni sul messaggio che il regista e produttore Adam McKay vuole trasmettere in questo film in cui gli scienziati avvisano l'umanità di un disastro imminente ma vengono sostanzialmente snobbati dalla societa' , troppo presa dalla narrativa “spazzatura” dei media , tra flirt di personaggi famosi e sterili polemiche politiche :

C’ e’ chi sostiene che si tratta di una parodia sulla questione covid , con lo scienziato star in prima linea che si pavoneggia del suo nuovo status e flirta con la giornalista di grido , cosi’ come il presidente che dapprima trascura ma poi strumentalizza la problematica dandone risonanza mondiale , ma la teoria più popolare resta quella secondo cui il disastro astronomico è una metafora del dibattito mondiale sul cambiamento climatico e sulle presunte conseguenze per il nostro pianeta.

Una cosa appare certa : Don't look up racconta un atteggiamento piuttosto diffuso nella società attuale, così tanto presa dalla futilita’ della narrativa quotidiana fatta di like , foto su instagram e commenti lampo su twitter che si e’ dimenticata l’ approfondimento – o persino l’ esistenza - di temi e problematiche ben piu’ importanti .

Una societa’ , quella odierna , che nonostante sia colpita da avvertimenti e minacce drammatiche , coltiva sempre un'illusoria speranza che in qualche modo tutto si aggiusterà, o peggio con la convinzione che i governanti abbiano sempre ragione cosi’ come i media e quindi risolveranno il problema , tra una privazione e l’ altra .

Non ci sono ne vincitori ne vinti : ne la scienza (il protagonista , serio scienziato “di provincia” cade subito alle lusinghe dei media rinnegando se stesso , salvo redimersi ) ne la politica (il presidente degli Stati Uniti e’ un impresentabile arrivista che strumentalizza qualsiasi cosa , persino la morte dell’ umanita’) , ne tantomeno la tecnologia (un attempato e novello “ Elon Musk “ , malato di egocentrismo e avido di attenzioni mediatiche , manda all’ aria l’ unica speranza di salvezza dell’ umanita’ in nome del profitto) . Perdono tutti (e infatti non finisce bene..) .

E' un film sullo " stato dell’ arte” di questo mondo nel 21 secolo dove l’ unica cosa che conta e' lo stare al passo coi tempi , sempre col cellulare in vibrazione , scansando i problemi e cercando una felicita' di cartone , un' apparizione in tv , un potere effimero , un business infinito .

Un film sulla stupidita' umana , insomma , in cui chiunque si puo' rivedere in questo o quel personaggio (o puo' vedere chiunque voglia) e puo' ridere , divertirsi , puntare il dito , indignarsi , persino spaventarsi , ma sempre stando "dentro al circo" dei nostri tempi 

Di Cristian Coppotelli

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