Mo' Me Lo Segno

In scena al Teatro delle Muse lo spettacolo omaggio di Geppi Di Stasio al grande Massimo Troisi

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Sono passati ormai 25 anni dalla scomparsa di Massimo Troisi. Sembrano pochi ma sono pesantissimi. Massimo Troisi era un artista completo, dotato di una sensibilità fuori dal comune e come tutti i grandi artisti era capace di far ridere, piangere e riflettere. Il suo cuore cedette poco dopo la fine delle riprese del suo ultimo film Il Postino che lo avrebbe definitivamente consacrato nell'Olimpo del cinema italiano e mondiale, candidato a 5 Premi Oscar e vincitore dell'Oscar per la migliore colonna sonora.
A rendergli omaggio vi è lo spettacolo Mo' me lo segno portato in scena al Teatro delle Muse dal regista e drammaturgo Geppi Di Stasio, prodotto da Trepareti, con lo stesso Di Stasio e Roberta Sanzò e con Alida Tarallo, Carlo Badolato e i musicisti Sergio Colicchio e Emiliano Federici. Lo spettacolo rimarrà in scena al Teatro delle Muse fino al 3 marzo.
Mo' me lo segno riprende la celebre battuta del film Non ci resta che piangere, un inno alla leggerezza con cui a volte la vita va presa, quella vita che Troisi ha visto volare via e che ha, forse, sacrificato sull'altare dell'arte preferendo di girare Il Postino piuttosto che sottoporsi all'intervento chirurgico al cuore che lo avrebbe potuto salvare.
Geppi Di Stasio porta in scena uno spettacolo dinamico e ben organizzato, fluido nei passaggi tra un momento e l'altro ed estremamente poetico. L'attore napoletano ti prende per mano e ti conduce alla scoperta, non dell'artista Massimo Troisi, che noi tutti conosciamo, ma dell'uomo Troisi e per farlo avvicina genialmente la figura di Pablo Neruda a quella del comico di San Giovanni a Cremano.
Pablo Neruda, interpretato da Philippe Noiret, è il protagonista de Il Postino, ultimo film di Troisi e pur non essendosi mai conosciuti, per ovvi motivi, è possibile ritrovare una moltitudine di analogie impressionanti tra i due grandi artisti. L'amore per il mare, l'essere entrambi cittadini del Sud, la passione per le donne, l'amore per la poesia e l'arte.
Lo spettacolo nel suo complesso, non è solo un omaggio a Massimo Troisi ma a quello che rappresenta per il sud del mondo, un messaggio di amore, poesia ed arte condito con musiche meravigliose.
La musica è infatti un elemento fondamentale di questa pièce teatrale, pianoforte e voce con Di Stasio e la Sanzò incredibili interpreti di brani musicali che stimolano la nostra memoria. E non poteva mancare anche il ricordo di un altro grande artista napoletano che ci ha lasciato troppo presto: Pino Daniele che sappiamo essere stato grande ed intimo amico di Massimo Troisi.
Alla fine dello spettacolo, sapientemente diretto, si raggiunge l'apice della memoria e della poesia. Di Stasio, seduto davanti al pubblico, indossa una sciarpa rossa e intona Quando, canzone scritta da Pino Daniele per Pensavo fosse amore invece era un calesse. Geppi Di Stasio ipnotizza il pubblico, canta e interpreta magistralmente uno dei più bei pezzi scritti da Pino Daniele. Durante i saluti e i ringraziamenti, Geppi di Stasio confessa al pubblico che quella sciarpa rossa che si è messo prima di chiudere lo spettacolo non era un vezzo modaiolo, quella sciarpa era di Massimo Troisi ed è stato quindi un po' come averlo tra noi nuovamente.
E' proprio vero, le persone possono essere immortali se si continua a serbarne e celebrarne la memoria.

Alessio Capponi

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