Giro di boa per la Serie A e anche per il Milan di Sinisa Mihjalovic, che stando alle parole in conferenza stampa non vuole proprio saperne di nulla che c'entri a che fare col mare, che siano boe, (ultime) spiagge, acqua alla gola e così via: per lui quest'estate montagna, ha detto, ma la verità è che ne ha una già ora da scalare, altissima e ripida, con Roma e Sassuolo che scalciano per non farlo salire, l'Empoli che sgomita per passare e Chievo e Lazio che cercano di tirarlo giù per una gamba.
Il Presidente Berlusconi ha rinnovato la fiducia, almeno a parole, probabilmente già forte di un Conte che non ne vuole più sapere di allenare la nazionale (causa divergenza di visione col mondo del calcio italiano) e, stando alle voci, già bloccato per giugno; così, mentre dall'altra parte del mondo si lavora per fare un salto di qualità della società, il serbo si deve arrangiare con quello che ha e si presenta a San Siro contro la Fiorentina schierando una formazione senza sorprese, che non dovrebbe pagare troppo lo scotto della sfida infrasettimanale di Coppa Italia col Carpi, visto il secondo tempo "camminato".
Dall'altra parte i viola, dopo una brutta sconfitta in una partita giocata male, decidono di tirare fuori dalla naftalina il finora deludente Suarez, non si sa bene se per una reale scelta tecnica o per metterlo in vetrina in vista della cessione, come già è accaduto per qualche altro calciatore in queste ultime partite.
Parlavamo di salite, prima, ma la gara per il Milan parte immediatamente in discesa: al 4' il solito Bacca (alla faccia di chi pensa che cederlo per 40 milioni sarebbe una scelta intelligente, per poi comprare chi lo sanno solo loro...) sblocca il risultato inventandosi un gran goal sull'imbeccata di Bonaventura, ultimamente meno appariscente, ma sempre presente in tutte le buone cose prodotte dai rossoneri e festeggiamento al salto in tandem con Niang.
La chiave della partita è tutta qui: pressing forsennato del Milan, a cui partecipa tutta la squadra a partire dalle punte e dagli esterni, per impedire che i viola possano costruire le azioni dal centrocampo come preferiscono, tanta attenzione in difesa e ripartenze. Non sarà il "bel giuoco" (cit.) che piace tanto al presidente Berlusconi ma, complice una Fiorentina poco brillante come quasi sempre nell'ultimo periodo, funziona perfettamente: i rossoneri non creano quasi nessuna occasione, ma ugualmente non ne concedono agli avversari, grazie ad una difesa oggi molto accorta ed un Donnarumma che dà sempre l'impressione di sapere cosa fare e quando farlo, dando al reparto una sicurezza da veterano.
Stesso copione anche nella ripresa, dove il Milan prosegue a difendersi ordinatamente sotto gli occhi del C.T. Antonio Conte, ufficialmente a San Siro per visionare uno spento Bernardeschi, ma che nelle teste dei tifosi rossoneri era lì per capire cosa salvare della sua futura squadra di club. Sousa prova ad inserire prima Rossi e poi Babacar, per dare un po' di verve alla sua squadra, ma ottiene poco ed il cambio giusto lo azzecca invece il suo collega Mihajlovic, che a dieci dalla fine mette Boateng al posto di uno stanco Niang ed è proprio il ghanese che all'88' chiude la partita con un inserimento dei suoi, su lancio di un Kucka in stato di grazia, salta il portiere ed insacca, festeggiando con una capriola il suo ritorno al goal a San Siro, che esplode in un boato come non si sentiva da tempo.
Due minuti prima, aveva fatto il suo ritorno in campo anche Mario Balotelli, che si è fatto subito notare per un errore irritante da "zero" metri, colpendo un clamoroso palo, fortunatamente dopo che era già stato fischiato fuorigioco.
La partita finsice qui, con una Fiorentina che sembra man mano scivolare via dalla corsa per lo scudetto, a cui restano aggrappate Napoli, Juve ed Inter (pur in caduta libera) e il Milan che invece trova i primi tre punti del campionato in uno scontro contro una delle prime cinque in classifica e mette nel mirino la nuova Roma di Spalletti, oggi incapace di andare oltre al pareggio contro il Verona, fanalino di coda del campionato.
Mihajlovic è ancora una volta salvo: forse ormai è troppo tardi per fare riflettere qualcuno in società, ma gli abbracci a fine partita da parte i giocatori fanno capire ancora una volta che la squadra è con lui e, se il clima è questo, con un paio di innesti al posto giusto nel mercato di gennaio siamo sicuri che questo Milan venderà cara la pelle per ottenere un posto in Europa, in un campionato dove soltanto le prime due stanno realmente dimostrando con continuità di avere qualcosa più delle altre.
Matteo Tencaioli
FOTO: AC MILAN
Formazioni ufficiali:
MILAN (4-4-2): Donnarumma; Abate, Alex, Romagnoli, Antonelli; Honda, Montolivo (70' Kucka), Bertolacci, Bonaventura; Niang (80' Boateng), Bacca (86' Balotelli). (Abbiati, Livieri, De Sciglio, Calabria, Simic, Zapata, De Jong, Poli, J.Mauri). All. Mihajlovic
FIORENTINA (3-4-2-1): Tatarusanu; Roncaglia, Tomovic, Astori; Bernardeschi, Vecino, Mario Suarez (67' Rossi), M.Alonso (75'. Pasqual); Ilicic (82' s.t. Babacar), Borja Valero; Kalinic. (Sepe, Lezzerini, Gilberto, Blaszczykowski, Mati Fernandez, Mario Suarez, Verdù, Baez). All. Paulo Sousa.
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