Il Museo Nazionale Romano, nella sede di Palazzo Altemps, ospita fino al 27 settembre 2026 la mostra “Mircea Cantor. Costellazioni dell’antico”, a cura di Pier Paolo Pancotto e Federica Rinaldi. Il progetto espositivo, pensato come evento site specific, mette in dialogo le opere dell’artista con la prestigiosa collezione di sculture antiche esposta nel Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps. Quindici le opere originali o facenti parte del repertorio di Mircea Cantor, che raccontano il percorso intrapreso dall’artista nella personale ricerca espressiva sul rapporto dialettico con la memoria, in quell’eterno dualismo che anima la vita nella sua quotidianità. Il percorso espositivo, della mostra, si snoda nelle sale del Palazzo. Tra le opere in mostra, l’installazione de “I sette guardiani”, un’imponente scultura che cita e rende omaggio alle colonne antiche, posta in dialogo con “la sala delle prospettive”. Le colonne realizzate in legno di pino e intagliate da artigiani del Nord della Romania, sono sormontate dal tradizionale cappello di pelliccia evocando il “pileatus”, figura tipica della classe alta aristocratica dell’antica Dacia caratterizzata dal tipico cappello a cono. Murus dacicus, è l’installazione ispirata alle mura costruite dai Daci a difesa delle loro città, realizzata in situ a palazzo Altemps posata su tappeti realizzati a mano. Lo scopo dell’opera è quello di cogliere l’attenzione del visitatore, creando un cortocircuito tra il ricordo delle antiche scritture su pietra ai banali mattoni contemporanei. L’artista indirizza il pubblico all’attenzione, alla riconsiderazione dell’interpretazione delle rovine antiche nel nuovo contesto storico e sociale contemporaneo. Ed ancora, Sleeping Hyperion, un’installazione messa in dialogo con la testa addormentata delle Erinni. Una maschera di gesso che riposa su una pila di tradizionali coperte di lana e riproduce, in scala 1:1, il calco del volto di Mihai Eminescu, il più famoso poeta romeno, proponendo di fatto, un incontro trans-temporale in un ambiente quasi domestico. Il lavoro di Mircea Cantor nasce dal continuo confronto tra cultura di provenienza e le esperienze internazionali. Le sue opere di forme e linguaggi interpretativi, sono capaci di svolgere un nuovo ruolo nella fruizione, comprensione e decodificazione dell’arte contemporanea Mircea riesce a cogliere con particolare sensibilità gli stimoli, come lui stesso specifica: Fin dall’inizio della mia carriera, mi sono interessato al rapporto tra arte e passato.
Stefania Petrelli
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